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domenica, Maggio 19, 2024

IL NOSTRO INCONTRO CON LEO GASSMAN: TEATRO ODEON VIGEVANO

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IL NOSTRO INCONTRO CON LEO GASSMAN: TEATRO ODEON VIGEVANO

Una bella iniziativa, con un fine ancora più bello, quella organizzata ieri sera dal Rotary Club Vigevano-Mortara (insieme a Interact Vigevano Lomellina...

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Una bella iniziativa, con un fine ancora più bello, quella organizzata ieri sera dal Rotary Club Vigevano-Mortara (insieme a Interact Vigevano Lomellina Bramante Mortara).

Nel teatro Odeon di Vigevano, un concerto benefico che ha radunato un discreto numero di persone.

Il ricavato della serata sarà devoluto al “Progetto Salute” del Rotary Club Vigevano Mortara e, nello specifico, servirà a finanziare il progetto psicologo di famiglia”.

Protagonista il giovane cantautore romano, Leo Gassmann.

Un set acustico, chitarra e voce per Leo, accompagnato al pianoforte dall’amico e collega Giuseppe Taccini.

Un’atmosfera intima, che ha permesso ancora di più di apprezzare le grandi doti del cantautore romano e che ha evidenziato anche la sua dolcezza, la sua umanità e il suo grande legame con il fan club che lo segue in giro per l’Italia.

Apertura con Caro Lucio e Piume. Sul terzo brano, La mia libertà, le ragazze del fan club hanno voluto regalargli una sorpresa, distribuendo a tutti i partecipanti dei cuoricini da sventolare durante il brano e un fiocco verde, simbolo della lotta contro lo stigma della salute mentale.

 

Dopo Siamo a metà, un inedito che, fino ad ora, Gassmann ha fatto ascoltare solo nei suoi live: Erolina.

Emozionante la sua esecuzione di Mr Fonda, dedicata alla scomparsa del celebre attore hollywoodiano Peter Fonda, amico di famiglia.

Fuori di testa, un brano di “rabbia bianca, costruttiva”, come lo definisce lo stesso cantautore, e Vai bene così hanno fatto da ponte, per arrivare al suo ultimo singolo, Take that, uscito da poche settimane.

Chiude la serata con Dammi un bacio, ja. Prima di regalare alle sue tante fan un bis molto emozionante.

Capiscimi è la sua risposta al coro “se non ci fai l’ultima, noi non ce ne andiamo”. Conclude poi la serata dimostrando ancora una volta quanto sia importante per lui la vicinanza, anche fisica, con il suo fan club. Seduto quasi a bordo palco, vicino a loro, ricanta Take That.

Prima del concerto abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lui. E abbiamo potuto scoprire la bella persona dietro all’artista.

Dal 2018 di esperienze ne hai vissute veramente tante: dalla semifinale di X Factor, la vittoria di Sanremo Giovani, la tua partecipazione ancora 2023 a Sanremo… Tra questi momenti ce n’è stato uno in cui ti sei detto “ce l’ho fatta”?

No, no. In realtà no, non è mai arrivato quel momento. Ci sono stati dei momenti, soprattutto ai concerti, dove mi capita di sentire le persone che cantano le canzoni e questo mi fa star bene, mi fa pensare che comunque sia la strada giusta, ma la frase “ce l’ho fatta”, purtroppo e per fortuna, non mi è mai passata per la testa. Anche perché penso che comunque ce la si fa alla fine del percorso della vita, no. E quindi sono ancora sulla strada.

Sei molto saggio

No, vabbè, cerchiamo di costruirci mollica dopo mollica il nostro percorso, tutto qua.

Sei tornato anche nel 2024 sul palco di Sanremo, ma in una veste completamente diversa: come protagonista della serie suFranco Califano. È stato più difficile esibirti in quella veste o in gara?

In gara, perché comunque in gara è un periodo molto più lungo, sono 10 giorni di grandi corse da una parte all’altra. Bellissimo, però molto stressante…

Siete in un frullatore in quei 10 giorni

Sì, poi comunque lavori tanto per cantare 3 minuti su un palco, però poi magari a volte la voce non è al massimo e ti fai prendere dalle paranoie, dall’ansia. Quindi comunque sicuramente gareggiare è stato più importante. Ecco ha preso più energie.

Cantautore, abbiamo parlato della tua esperienza da attore, ma sei anche doppiatore…

Improvvisato! Cercavano dei talent, mi hanno chiesto di doppiare un cartone [ndr i Croods 2] mi ha fatto tantissimo piacere, era una roba che volevo fare da tanto, però, quando me lo chiedono, dico sempre che comunque il lavoro del doppiatore è un lavoro importante. Cioè ci sono persone che studiano tutta la vita per farlo come mestiere quotidiano. Quindi comunque è una cosa che ho avuto il piacere di fare però i doppiatori sono altri, ессо.

Però è stata una bella esperienza…

Ma poi alla fine il prodotto è venuto bene. Ero seguito da dei grandi professionisti, quindi poi alla fine siamo andati bene, però i doppiatori lo fanno molto più velocemente…

Pensi che non lo rifarai?

Ma non lo so. Dovrei studiare, forse dovrei studiare un po’ di dizione. Dovrei migliorarmi.. Non si sa mai nella vita, io non chiudo mai le porte. Mi piacerebbe.

Non ti farò domande sulla tua famiglia, perché immagino che te ne facciano parecchie… in realtà ho detto una bugia! Perché su una famiglia una domanda devo fartela. Sulla tua Famiglia, il tuo canale Instagram. Quanto è importante? Ho visto un sacco di ragazze questa sera che ti seguono ovunque…

Sì, devo dire che sono veramente fortunato, fanno viaggi lunghissimi. Oggi c’è una ragazza che domani deve andare a scuola alle 8:00 e ha fatto quattro ore di macchina, ci sono delle ragazze che vengono da Roma…Delle ragazze, a volte, che combattono anche le loro battaglie nella vita e trovano il coraggio di venire in pubblico e venire ai concerti… Sono molto felice e onorato di aver creato, e di star creando, questa questa famiglia, come mi piace chiamarla, perché poi alla fine è una famiglia a tutti gli effetti. Ci vediamo a tutti i concerti, parliamo, stiamo insieme, ci raccontiamo.

Sei molto disponibile con loro..

Diciamo che è sempre stato il mio sogno avere delle persone che potessero immedesimarsi in quello che facevo. Quindi con tanta volontà e tanto tempo, piano piano, cresciamo sempre di più. Poi fanno amicizia tra loro. Beh è bello. Cioè si creano proprio delle amicizie anche tra di loro…

Ultima domanda, poi ti lascio andare. Questa è una serata dedicata a un tema molto importante che è quello della Salute Mentale. La tua generazione mi sembra una generazione che, a differenza magari della mia, sta molto più attenta a questo tema. Ce la farete a fare la rivoluzione e a far sì che sia sempre più centrale il tema della Salute Mentale? Noi confidiamo in voi, te lo dico!

Ma guarda sicuramente la mia generazione e quella futura, diciamo hanno una marcia in più su alcuni aspetti che sono i diritti umani, la consapevolezza di vivere in un mondo che spesso va veloce e che ha bisogno di rallentare. Quindi io credo che comunque dopo una caduta ci sia sempre una rinascita. E questa probabilmente potrebbe essere una grande occasione per noi. Ci sono tanti ragazzi che studiano, che hanno dei sogni importanti, forti, e io ci credo, tanto. Bisogna sperare che ci sia comunque un’ondata di positività e di speranza. Perché, come ci hanno sempre detto, “la speranza è l’ultima a morire”.

Tra l’altro c’è una frase che hai detto tu, durante un’altra intervista, che a me piace moltissimo e che dà anche una visione diversa del mondo, cioè “quando ricevo odio restituisco amore”. È difficile però?!

È difficile sì, devi essere una persona molto fortunata avere la capacità di non farti coinvolgere dalla rabbia che è un sentimento molto semplice, molto facile da essere catturata. Insomma è complicato però è possibile. Quindi io confido tanto nelle persone che vengono ad ascoltarmi, perché se si sono immedesimate nelle mie canzoni, probabilmente è perché abbiamo tante cose in comune.

Foto di copertina di Cristina Manzi 📸

 

Luisella Orsi
Giornalista & Speaker Radiofonica

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