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domenica, Aprile 21, 2024

SANREMO: TRA ESCLUSI ILLUSTRI, VERI E INVENTATI

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Il Festival di Sanremo ha da sempre un potere enorme. Quello di monopolizzare il mondo dell’informazione. Sia prima dell’inizio che dopo.

Nel “dopo”, le polemiche tra vincitori e vinti, i premi assegnati e mancati…
Nel “prima”, molto prima, prima ancora che il pubblico abbia la possibilità di ascoltare i pezzi in gara, la grande discussione su esclusi e ammessi.
Visto che il click bait funziona alla grande con titoli come “ecco la lista degli esclusi”, tantissime testate (grandi e piccole) hanno cavalcato l’onda.
Facendosi spesso travolgere dalla stessa, piuttosto che rimanere elegantemente in piedi sulla tavola.

E, si sa, più grande è il gesto, più grande sarà il possibile errore.
Elenchi di 10, 20, 30 nomi di “esclusi vip” alla volta.
Con la conseguenza che i diretti interessati si sono trovati a dover smentire di corsa la notizia, prima che il tam tam la rendesse sempre più grande.
Tra questi, tanto per fare un paio di esempi, Manuel Agnelli e Samuele Bersani.

Ci sono invece, ahinoi, i veri esclusi che meritano un po’ di attenzione.
Tra questi una vecchia conoscenza di noi di Bitsound: Timothy Cavicchini. Rocker nostrano, secondo classificato a The Voice 2013, tra i protagonisti del “muro” di All together now, con Michelle Hunziker…

Abbiamo colto al volo l’occasione per fare due chiacchiere con lui.
Prima di scrivere queste parole, abbiamo avuto il grandissimo piacere di ascoltare, in esclusiva, il brano che ha presentato per questa 74esima edizione del Festival.
Una ballad rock vecchio stile (ed è un gran complimento), con un ritornello che si appiccica in testa, non scontato. L’apertura nel ritornello è emozionante (chissà quanto lo sarebbe stato su quel palco e con l’orchestra!). Il testo molto interessante, una profonda autocritica su ciò che siamo noi a sbagliare in una relazione (cosa assai rara, in un’epoca in cui si è sempre pronti a puntare il dito sull’altro). Un sound tra Timoria, Renga (in quei brani in cui il “sangue impazzito” dei Timoria scorre ancora potente), Graziano Romani… Insomma, un buon vecchio rock italiano.

Certo che, scartare un brano del genere e poi lamentarsi del fatto che non ci siano ballad rock…beh, ci sembra un po’ strano.
Ma lasciamo che sia lui a raccontarci com’è andata.

Bitsound- Ciao Timothy. É un piacere ritrovarti.


Timothy- Ciao ragazzi, che piacere risentirvi, spero vada tutto bene, sono pronto, fuori le domande.


Bitsound- Sappiamo che quest’anno, purtroppo, tra i nomi esclusi ci sei anche tu. Lo hai confermato tu stesso anche attraverso le tue storie Instagram..


Timothy- Sì ho sempre molta paura che la mia gang possa pensare che non ce la metto tutta nel mio mestiere e che possa in qualche modo ritenermi arreso al business della musica, quindi nonostante non mi piaccia nemmeno un po’ piangermi addosso, in qualche modo, ho fatto sapere che anche quest’anno io ce l’ho messa tutta, ma non è andata.

Bitsound- Raccontaci com’è andata. Cosa pensi sia mancato (se c’è qualcosa) al tuo brano per poter approdare su quel palco?

Timothy- Ho concentrato tutte le conoscenze possibili per avere il giusto contatto, quello per capirci, con un minimo di garanzie che il brano arrivi a destinazione, ho adunato una squadra di amici più che di “inseriti” ed ho provato a fare il miracolo.
Con un testo forte scritto da Davide di Maggio (Sugarfree -Cleptomania) ed una produzione moderna e consapevole targata Paolo Valli (figlio di Celso Valli, batterista in studio, tra i tanti, con Vasco Rossi, Laura Pausini, Biagio Antonacci, Francesco Renga, Negrita, Franco Battiato, Adriano Celentano, Irene Grandi, Renato Zero, Gianni Morandi, Andrea Bocelli, Mina, Patty Pravo e tantissimi altri.
Dal vivo con Gianna Nannini, Negrita, Irene Grandi, Vasco Rossi, Claudio Baglioni e molti altri ) ed Amudi Safa ( chitarrista per Achille Lauro, Rosa Chemical, Emis killa, Alfa, Samuel Romano, Roshelle, roy paci, Axos e tanti altri ); abbiamo creato una pop rock ballad, davvero forte, intensa, che mettesse in risalto le mie qualità canore, canto che orami, tolti alcuni indubbi talenti é sempre meno presente nel panorama maschile italiano.
Insomma anche grazie ai miei sponsor ed agli amici più cari, ho trovato la forza ed il coraggio di presentarmi nei big di Sanremo 2024, senza un etichetta, senza un famoso manager, quasi come a voler portare il mio messaggio di sempre, cioè quello di artista indipendente che da ormai più di 20 anni crede nella musica suonata, nei live e nel proprio spettacolo.
Probabilmente é mancato proprio quello che ti ho scritto sopra, un’etichetta, un manager, un sistema atto ad elevare un progetto, che comunque esiste da sempre ed è presente. La mia canzone è splendida, ne sono talmente innamorato da averla congelata, lì, ferma, come se ci sperassi ancora.


Bitsound- Quali pensi siano i reali criteri in base ai quali vengono effettuate le scelte?


Timothy- Non chiedermi perché ma credo ancora molto nella musica italiana, nonostante il focus sia incentrato sul business, sul soldo mero, resto attaccato ancora a 39 anni a ció che mi ha forgiato nel tempo, il canto, la cooperazione tra persone di questo settore, chi scrive, chi suona, chi produce, come una grande famiglia, come chi é riuscito a fare la storia della musica italiana. Non vi sembra tutto troppo veloce? Non vi sembra tutto troppo facilmente dimenticabile. Mi sembra che si costruiscano case senza le fondamenta.
Gli ascolti sono tutto, soprattutto in TV, soprattutto per il festival della canzone italiana, si sta dando importanza vitale a tutto ciò che genera audience; follower, streaming, numeri, tendenze, ma dov’è la musica? Dove é finita?
C’è anche da dire che negli ultimi quattro anni hanno vinto le uniche vere canzoni che potessero vincere il festival, almeno quello si!


Bitsound- Ci riproverai?

Timothy- Produco tutto con le mie uniche forze e l’aiuto di alcuni sponsor cresciuti tra i miei sacrifici, la mia famiglia, il mio seguito sono davvero la mia fonte di sostegno. Da quattro anni produco un calendario “simbolico” che vendo per pagarmi la produzione dei miei demo e brani, ma di fatto tolgo forze economiche alla mia famiglia. In più devo ancora difendermi da chi mi accusa di essere un modello prestato alla musica, ancora! Dopo più di vent’anni passati nei club e nelle piazze d’Italia, cé ancora chi alimenta queste fandonie. Le forze finiscono.
Vorrei solo un etichetta, anche piccolina, intima, che creda nella musica! Che mi rappresenti, che sia disposta a “smezzarsi” le fatiche! Che abbia un sogno come me! Che creda che una buona canzone, resta una buona canzone, al di là del business.


Bitsound- Cosa ne pensi degli artisti in gara quest’anno? Promossi e bocciati…

Timothy- Se loro sono lì ed io a casa o in tour per live club, sicuramente promossi a prescindere. Li invidio sai? Mi piacerebbe da morire cantare davanti all’Italia. Dire: eccomi sono il Biondo di the voice of Italy, il giudice di All together now, il cantante rock eterno secondo, sono qui, sono ancora qui!

Luisella Orsi
Giornalista & Speaker Radiofonica

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