5.3 C
Rome
Saturday, April 17, 2021

“THE MIRROR ON THE WALL”:IL SINGOLO DI ESORDIO DI MARCO GIAGNORIO

LE ULTIME NEWS

LAURA PAUSINI VINCE IL GOLDEN GLOBE 2021 COME MIGLIOR CANZONE

Una gioia davvero incontenibile quella che ha mostrato la cantante romagnola attravero le sue stories Instagram.E come darle torto!

SANREMO 2021 DUETTI E COVER PER LA TERZA SERATA DI GIOVEDI’ 4 MARZO

Mancano ormai pochissimi giorni all’inizio di Sanremo 2021 e in queste ore sono stati annunciati i duetti del giovedì. Nella terza puntata i 26...

NEFFA TORNA CON UN NUOVO SINGOLO “AGGIO PERZO ‘O SUONNO” FEAT. COEZ

“Aggio perzo ‘o suonno”  il nuovo atteso singolo di Neffa, che torna sulla scena musicale in coppia con Coez (disponibile a partire dal 12...

CAPITAN FEDE SI TRASFORMA IN GIANNI MORANDI PER IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DA “CANZONI RUBATE”: VARIETA’

E' uscito il 29 gennaio "Varietà"(per Django Dischi e in collaborazione con Bologna città della musica Unesco), il nuovo singolo di Federico...

I NOSTRI SOCIAL

7,955FansLike
1,503FollowersFollow
4SubscribersSubscribe

La figura dello specchio ha dato lo spunto, nel corso dei secoli, a migliaia di opere.
Da Narciso ad Alice, da Biancaneve a Dorian Grey…

Perché lo specchio, ci guarda, ci osserva, rimanda la nostra immagine…

Ed è proprio lo specchio (ndr:quello della casa dei suoi genitori) che ha ispirato anche Marco Giagnorio. Leader della band Dirty Dolls e del grande progetto Moviemania (ne abbiamo parlato qui ), ha deciso di fare un altro salto e, spogliandosi del conforto della band, farci conoscere i suoi brani da solista.

The mirror on the wall è proprio il titolo del suo brano d’esordio. Presentato in anteprima con una diretta Facebook il 20 dicembre, da oggi disponibile su Spotify
https://open.spotify.com/album/6raXfhIi8f5ybJeKbajv4E

Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo fatto qualche domanda.

D- Cosa ti ha spinto a metterti a nudo e buttarti in questa avventura da solista?

R- La voglia di cantare qualcosa di mio dopo tanti anni di cover, senza essere paragonato al cantante originale, cantare libero, a modo mio. Oltre al desiderio di fare un qualcosa da conservare e ascoltare anche fra tanti anni e dire “questa l’ho fatta io”, sperando, perché no, possa piacere a qualcuno.

D- Ricordi quando e come è nato il tuo primo singolo, The mirror on the wall?

R- Questa domanda credo “tormenti” i musicisti da secoli… come nasce una canzone? Come spesso si sente rispondere, devo proprio ammettere che nascono da sole, così! Hai la chitarra in mano, cominci a suonare un motivo a caso che ti piace e poi cominci a cantarci su…
Il testo l’avevo in testa da tempo, sotto forma di pensieri vaganti, e dato che vivo da alcuni anni lontano della mia famiglia hanno acquisito sempre più peso ogni volta che sono tornato in quella casa a trovarli. La canzone “definitiva” l’ho scritta durante il primo lockdown, quando i pensieri volavano di più proprio verso le persone care che non era possibile raggiungere, e in più avevo molto tempo libero a disposizione. Ho pensato molto alla mia vita in quei giorni… ed é nata “Mirror”.

D- Inevitabile farti questa domanda: come mai hai scelto di scrivere in inglese?
E’ una scelta legata soltanto alla musicalità della lingua?

R-  L’inglese… Io canto ormai da tanti anni musica di artisti americani ed inglesi, sono più a mio agio con questa lingua, anche perché il Rock si presta molto di più alla lingua inglese, mentre l’italiano è più articolato e melodico, secondo me, e rende meglio con altri generi musicali. Amo la musica italiana ma il Rock… è inglese.

D- Scrivi direttamente in inglese?

R- Sì, cerco di scrivere direttamente in inglese perché mentre scrivo cerco in contemporanea di far “suonare” le parole, già pronte per essere cantate.

D- Ascoltando il tuo brano vengono in mente due o tre riferimenti a band e artisti rock anni 80/90.
Ma preferisco che sia tu a raccontarmi quali sono stati quelli che ti hanno influenzato di più.

R- Sono cresciuto con i grandi gruppi degli anni 60-70, a cominciare dei Beatles, che adoro, per poi passare ai Led Zeppelin e Deep Purple. Poi ho scoperto il rock anni 80 durante le superiori e da allora sono innamorato perso delle band GLAM-HAIR METAL, come Motley Crue, Poison, EUROPE (che sono la mia band Preferita), Bon Jovi, Guns…
A mio parere dopo i primi anni’ 90…il nulla musicale!

D- Il mercato musicale era già indubbiamente in crisi, ma questa pandemia ha dato il colpo di grazia.  Riesci ancora ad avere fiducia in una ripresa?

R- La musica, soprattutto il Rock, ha attraversato più volte dei momenti di crisi, per poi uscirne più forte di prima. Purtroppo da qualche anno a questa parte si è assistito alla scomparsa quasi totale dei supporti fisici come CD, LP, CASSETTE ed è tutto online. Gli artisti non vengono più prodotti come negli anni passati, ma vengono lanciati “artisti” Trap/rap a costo quasi zero, già famosi grazie ai talent e che vengono sfruttati delle major per pochi anni e poi dimenticati. Pacchetti già pronti con valore artistico pari a zero ma idoli dei ragazzini…
Non c’è stato il ricambio generazionale, e ormai il rock è diventato un genere di nicchia, con sempre meno ragazzi che suonano degli strumenti musicali.
Sincero? Non la vedo benissimo…anche se spero sempre che le cose cambino.

D- Quanto ti manca salire su un palco, vedere la gente sotto che balla, canta e si diverte?

R- Mi manca tantissimo. E’ una parte di me che mi è stata portata via e davvero mi pesa tantissimo non poter suonare dal vivo. Chi non lo fa non può capire cosa sia. L’adrenalina prima dello show, il clima con i compagni delle band, il calore delle persone che sono lì ad ascoltarti…
E’ bellissimo ed ogni volta è un’emozione diversa. Tra l’altro il 2020 sarebbe dovuto essere il nostro “anno magico”, eravamo (sia con i Dirty Dolls che con MovieMania) in procinto di partire con un tour nei cinema italiani, tante manifestazioni importanti…
Si stava concretizzando il lavoro di anni. Purtroppo è andata cosi, siamo tutti sulla stessa barca e a molta gente è andata decisamente peggio.. per cui stringiamo i denti e attendiamo.

D- Le interviste classiche si concludevano sempre con “progetti per il futuro?”.
In questo periodo è molto difficile fare una domanda come questa, ma ci provo lo stesso.

R- Progetti per il futuro? Sicuramente non mi arrendo alla situazione e continuerò a fare musica mia, ho tante canzoni da finire e registrare…
Anche con i Dirty Dolls abbiamo in cantiere dei brani originali e quale momento migliore di questo per realizzarli? In pausa forzata.
Non vedo l’ora comunque di tornare live e riprendere da dove mi ero fermato… Voglio esser positivo e fiducioso nel domani, nessuno può fermare la musica!

Luisella Orsi
Giornalista & Speaker Radiofonica

Recensioni

Chiara Galiazzo: “ Bonsai” – La nostra recensione

Abbiamo ascoltato il nuovo album di Chiara Galiazzo “Bonsai” , il quarto pubblicato dall’artista veneta, vincitrice della sesta edizione di X-factor nel...

Marina Rei: “Per essere felici” – La nostra recensione

E’ uscito ed abbiamo ascoltato il nuovo lavoro di Marina Rei: “Per essere felici”. Il disco è stato anticipato da tre singoli:...

THE WILDEST SEASON – DREAM COMPANY

In un periodo musicalmente cupo come questo, trovare band che abbiano ancora la voglia e il coraggio di mettersi in gioco è cosa rara....

PRISCILLA “I’M COMING” E “REMEMBER” – LA NOSTRA RECENSIONE

L'universo sconfinato di YouTube è sempre fonte di sorprese. A volte belle, a volte brutte. E a noi di Bitsound piace davvero molto andare alla...